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IL GIGANTE DEL MEDITERRANEO

SITO DEDICATO ALLA PETROLIERA HAVEN

 

  CRISTINA FREGHIERI  

Ho conosciuto Cristina in seguito alla lettura della sua seconda fatica letteraria " Petroliera Mildford Haven L'ULTIMO SOSPIRO ", finita la lettura del libro ho sentito la necessita di conoscerla dato che ci univa una passione comune, " il gigante - la petroliera ".

Cristina sicuramente, mi porto per mano verso la subacquea tecnica, in seguito alla lettura del suo primo libro " Da 0 a -100 metri ", infatti alla fine di quel libro ho cominciato a fare il mio primo corso di subacquea tecnica, per finire con i corsi  TRIMIX. Tutto questo per poter vedere, "il gigante - la petroliera", da diversi punti in modo da conoscerla sempre di più.

Cristina per me rappresenta un modello da seguire, subacquea tecnica di grande profilo, grande conoscitrice della subacquea tecnica, di biologia marina e del gigante. Bravissima organizzatrice di eventi di grande richiamo, come l'ultimo incontro organizzato a Milano per parlare del gigante.

     

CRISTINA, I SUOI LIBRI

  Cristina oltre a scrivere su numerose riviste specializzate in subacquea, scrive libri e si dedica alla ricerca di relitti.  
"Da 0 a -100 metri"

Piacevole narrazione delle esperienze che la hanno portata a diventare la subacquea tecnica che è.

"Petroliera Milford Haven L'ULTIMO SOSPIRO"

Rappresenta in assoluto il miglior libro pubblicato sulla petroliera, le cause dell'affondamento e lo stato del relitto e del fondale.

"Nell'anima di un relitto", presentato da Cristina per noi.


La linea irraggiungibile che si dissolve all’orizzonte sulla superficie del mare, nella mia mente si associa al confine tra ciò che è visibile sopra e ciò che, celato, è al di sotto.

Gli amanti di immersioni su relitti non necessitano di molte spiegazioni sul perché un relitto attrae tanto, ma chi non conosce questo tipo di emozione spesso se lo chiede.
Un relitto possiede i sottili equilibri che oscillano tra morte e rinascita, passato e presente.


Custodisce segreti, misteri del vissuto di superficie che non c’è più.


Affondando trascina con sé l’intera vita e quell’attimo, l’ultimo, si salda in ogni sua parte. Il mare poi, si appropria dell’immagine sigillata che all’uomo non appartiene più. Reso terreno fertile lo riveste di vita marina, esaltandone il ritratto. E’ una metamorfosi magica che oscilla tra fascino e mistero. Visitare un relitto è un tuffo nel pozzo delle emozioni infinite e irripetibili. Ogni immersione è unica anche sullo stesso relitto perché laggiù, tra le lamiere, c’è molto di più della sua storia sepolta, c’è ”l’anima” di quel relitto.
Vivere la meraviglia di ciò che il mare possiede e crea, spesso mi ha regalato “viaggi” fantastici difficile da descrivere. Ho vissuto incontri stupefacenti perché un relitto è un’oasi di vita e le creature del mare ne fanno una tana sicura.
Su di me tutto questo sviluppa un’attrazione calamitante e più questi cimeli sono profondi e difficilmente raggiungibili dall’uomo, più questa dimensione pura e misteriosa è intatta e affascinante.
Navigando sott’acqua ho capito cos’è la metamorfosi sviluppata dal mare sui relitti: un abito che protegge parte della nostra storia terrena.


Sotto l’immensa coltre d’acqua ci sono battaglie, vittorie, tragedie e sconfitte. Il mare custodisce tutto questo e noi dobbiamo aiutarlo, rispettandolo.


Tutto ciò che appartiene al mare non appartiene all’uomo, però l’uomo può avvicinarsi a questo luogo segreto osservando attraverso l’oblò dell’intelligenza e della sensibilità.

Cristina Freghieri

 

HMS Thunderbolt, Vissuto e morto due volte

Tutto ha inizio un giorno per caso, quando Cristina scopre la presenza di un sommergibile inglese dell’ultima guerra, nelle acque di San Vito Lo Capo in Sicilia.

Nessuno sa dove si trovi realmente, qualcuno racconta di averlo visto ma non ne vuole parlare.

Sarà vero?

Lo spirito esploratore di Cristina, amante di relitti, innesca la curiosità di saperne di più.

L’ignoto si mischia tra la verità registrata di documenti storici e, la fantasia di chi negli anni ha ascoltato la vicenda raccontata tra le reti dei pescatori e il vento di una spiaggia.

 Non è uno qualunque: è il sommergibile Thunderbolt ex Thetis, inghiottito dall’abisso con tutto il suo equipaggio a bordo, per la seconda volta.

La sua prima morte è registrata come evento storico ricco di umanità.

La seconda vita, è segregata nel gelido compito della guerra che nasconde gli animi sacrificati all’obiettivo di una bandiera che sventola una volta l’anno.

 La storia del Thetis è il riassunto di una vita già scritta, la vicenda del Thunderbolt è la ricerca di un tassello mancante. Qualche tuffo con la squadra e tante ricerche tra gli archivi, alimentano briciole di speranza di ritrovarlo per dargli la giusta protezione.

Passione per i relitti, passione per il mistero che viaggia nella verità conosciuta, passione per ciò che, forse non è raggiungibile, unisce il gruppo dei subacquei inserendoli nella lunga lista di chi sta cercando da anni il sommergibile affondato nel 1943, per opera della corvetta italiana Cicogna, apparentemente, unico dato certo. 

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